“Avignone e il Papato”

Episodio n. 60

Facciata gotica del Palazzo dei Papi in luce naturale, perfetta per illustrare l’architettura monumentale.

Contesto storico

Proprio in questi giorni mi trovo in Provenza con la mia famiglia ed ero molto curioso di visitare Avignone per il suo incredibile fascino storico-artistico, legato essenzialmente al suo legame indissolubile con la Chiesa di Roma e per essere stata Sede Pontificia per quasi settant’anni!

La storia di Avignone inizia ben prima dell’arrivo dei papi. Già abitata in epoca pre-romana dalla tribù dei Cavares, Avignone fu conquistata dai Romani nel I secolo a.C. e divenne parte della provincia della Gallia Narbonense. Il nome latino era Avennio e grazie alla sua posizione strategica lungo il Rodano, divenne un importante snodo commerciale. Durante il periodo romano, la città prosperò, dotandosi di mura, terme e un foro. Con la caduta dell’Impero, come molte altre città gallo-romane, Avignone subì invasioni e declini, passando sotto il controllo dei Visigoti, poi dei Franchi e infine, nell’Alto Medioevo, divenne parte del Regno di Provenza.

L’assedio di Avignone durante la crociata albigese

Nel corso del XII e XIII secolo, Avignone fu un libero comune, ma frequentemente contesa tra il Conte di Tolosa e la monarchia francese, anche per via della vicinanza alle regioni ereticali (catarismo) e alla Crociata Albigese (vedi episodio n. 44). È in questo contesto politico e religioso delicato che si aprì la strada al suo ruolo futuro.

Nel corso del XIII secolo, la Chiesa Cattolica era non solo un’istituzione religiosa, ma un vero e proprio impero politico e finanziario. Tuttavia, con l’inizio del XIV secolo, questa egemonia cominciò a incrinarsi. Le tensioni tra il papato e le monarchie europee, in particolare la corona di Francia, raggiunsero il culmine sotto il pontificato di Bonifacio VIII, noto per la celebre bolla Unam Sanctam, che affermava il primato assoluto del Papa su ogni potere terreno. Ma questa affermazione di autorità non piacque al re di Francia Filippo IV il Bello, il quale reagì con forza, arrivando nel 1303 a far arrestare Bonifacio VIII ad Anagni (il famoso “schiaffo di Anagni”). Dopo la sua morte, la Curia si trovò in una situazione precaria e, sotto la pressione francese, nel 1309 il nuovo pontefice, Clemente V, decise di trasferire la sede papale da Roma ad Avignone, territorio allora sotto il controllo del regno di Napoli ma fortemente influenzato dalla Francia.

L’oltraggio di Sciarra Colonna a Bonifacio VIII, incisione francese del XIX secolo

L’Evento

L’esilio della sede pontificia da Roma ad Avignone durò quasi settant’anni, un periodo che la storiografia successiva avrebbe definito con toni critici come “la cattività avignonese”, evocando la schiavitù babilonese del popolo ebraico. In questi decenni, sette papi vissero ad Avignone, tutti francesi, e l’autorità spirituale della Chiesa apparve sempre più succube del potere politico del re di Francia.

Henri Auguste César Serrure, Ritratto di papa Benedetto XII (XIX secolo); olio su tela, Palazzo dei Papi, Avignone.

Dal punto di vista urbanistico e culturale, la città conobbe un’enorme espansione. Il simbolo più evidente di questa grandezza è il Palazzo dei Papi, un’imponente costruzione gotica iniziata sotto Benedetto XII e completata sotto Clemente VI, che rese Avignone un centro pulsante di potere, arte e cultura. La corte papale era sontuosa, frequentata da artisti, teologi e diplomatici da tutta Europa.

Ma questo periodo fu anche segnato da scandali, corruzione e un’accentuata burocratizzazione della Chiesa. Le vendite delle indulgenze e delle cariche ecclesiastiche aumentarono, alimentando un senso di decadenza che sfocerà, un secolo dopo, nella Riforma protestante.

Nel 1377, Papa Gregorio XI riportò la sede a Roma, su pressione di figure mistiche come Santa Caterina da Siena, che vedeva nell’abbandono di Roma una ferita alla spiritualità della Chiesa. Tuttavia, questo rientro non fu pacifico: alla morte di Gregorio scoppiò il Grande Scisma d’Occidente, con papi rivali a Roma e ad Avignone, una crisi che durò fino al 1417 e chiusa durante il Concilio di Costanza.

Giovanni di Paolo, Caterina da Siena davanti al papa ad Avignone

L’eredità lasciata dal periodo papale ad Avignone è duplice: politica e culturale:

Politicamente, la città rappresentò una cesura nella storia del papato. Per la prima volta, il potere pontificio si spostava fuori da Roma, perdendo il carattere universale per assumere sfumature più nazionali. Questo segnerà profondamente la percezione della Chiesa nei secoli successivi. Culturalmente, Avignone divenne un faro di arte e sapere. Non solo architettura, ma anche musica, manoscritti miniati, biblioteche e mecenatismo. Dopo la fine dello Scisma, Avignone rimase formalmente sotto il dominio pontificio fino al 1791, quando fu annessa alla Francia rivoluzionaria. Per oltre 500 anni, fu quindi una “città papale”.

Avignone

Passeggiare tra le mura di Avignone significa sfogliare le pagine di una storia antica quanto l’Europa stessa. Dalla sua origine romana al fasto papale, fino alla modernità francese, la città è un archivio vivente. Avignone non fu solo una deviazione temporanea nella storia della Chiesa, ma un laboratorio di potere, cultura e diplomazia. Una Roma minore, forse, ma con un’anima tutta provenzale.

Io e le mie donne ad Avignone


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