Episodio n. 66

Contesto storico e biografico
Alan Mathison Turing nacque a Londra nel 1912, in un’epoca di grandi trasformazioni. La Prima guerra mondiale era finita da poco, lasciando un’Europa indebolita e in cerca di nuovi equilibri. Intanto la scienza e la tecnologia correvano: l’elettricità, la radio, i primi calcolatori meccanici e le scoperte nella fisica quantistica cambiavano il modo di guardare al futuro. La Gran Bretagna era ancora al centro di un impero globale, ma i segnali di crisi erano chiari: in Europa si affermavano i regimi totalitari di Hitler e Mussolini, mentre l’Unione Sovietica consolidava il proprio potere. Un nuovo conflitto sembrava inevitabile.

In quegli stessi anni, nel mondo della logica e della matematica, figure come Kurt Gödel, Alonzo Church e lo stesso Turing discutevano sui limiti del pensiero umano e delle macchine. Nel 1936, Turing pubblicò il lavoro che lo rese celebre: la descrizione teorica della Macchina di Turing, modello capace di risolvere qualsiasi problema calcolabile. Un’idea rivoluzionaria, che gettava le basi dell’informatica moderna.

Il cuore della personalità: Bletchley Park e la guerra segreta
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939, Turing fu reclutato a Bletchley Park, centro segreto della crittografia britannica. Qui lavorò insieme a matematici, linguisti e ingegneri per affrontare la sfida più difficile: decifrare la macchina Enigma, usata dalla Wehrmacht e, in versioni più complesse, dalla marina tedesca (Kriegsmarine).

Turing progettò la Bombe, una macchina elettromeccanica che non indovinava i codici, ma sfruttava schemi logici e probabilistici per ridurre drasticamente le possibili configurazioni. In questo modo, i messaggi potevano essere decifrati quasi in tempo reale.
La svolta decisiva arrivò contro la versione navale di Enigma, collegata alle operazioni degli U-Boot nell’Atlantico. Grazie al lavoro di Turing e del suo team, la Royal Navy riuscì a prevenire gli attacchi tedeschi e a proteggere i convogli di rifornimenti provenienti dagli Stati Uniti. Gli storici stimano che questa vittoria silenziosa abbia abbreviato la guerra di almeno due anni, salvando milioni di vite.
Eredità e attualità

Dopo la guerra, Turing continuò a spingersi oltre: contribuì allo sviluppo dei primi computer elettronici britannici e pose le basi teoriche dell’intelligenza artificiale. Il suo celebre “Test di Turing” resta ancora oggi un punto di riferimento per misurare le capacità delle macchine di imitare l’intelligenza umana.
La sua vita, però, fu travolta dall’intolleranza. Nel 1952 venne condannato per omosessualità, allora considerata un crimine in Gran Bretagna, e sottoposto a castrazione chimica. Due anni dopo, nel 1954, morì in circostanze mai del tutto chiarite, ufficialmente attribuite al suicidio. Solo decenni più tardi la sua figura è stata rivalutata: nel 2009 il governo britannico ha chiesto scusa ufficialmente, e nel 2013 la regina Elisabetta II gli ha concesso la grazia postuma. Oggi Turing è ricordato come uno dei padri della scienza moderna, simbolo di genio e di libertà, tanto che il suo volto appare sulla banconota da 50 sterline.

La sua eredità vive ovunque: nei computer, negli smartphone, nei sistemi di crittografia e nell’intelligenza artificiale. Ogni volta che interagiamo con una macchina capace di elaborare informazioni, seguiamo il sentiero che Turing ha aperto.
Fonti specifiche
- Andrew Hodges, Alan Turing: The Enigma (Princeton University Press, 2012).
- National Archives UK – Codebreaking at Bletchley Park (nationalarchives.gov.uk)
- BBC History – Alan Turing: The codebreaker who saved millions of lives (bbc.co.uk)
- Enciclopedia Britannica – voce Alan Turing (britannica.com)


Lascia un commento