Episodio n. 79

Contesto storico
Nei primi mesi del 1944 il comando alleato si trovava davanti a un problema enorme: come sbarcare in Europa occidentale senza essere annientati sulla costa?
Il punto più logico per l’invasione era la Normandia, ma anche quello che i tedeschi avrebbero difeso meglio se avessero intuito le reali intenzioni. Hitler, schiacciato tra il fronte orientale e la minaccia di un secondo fronte a Ovest, aveva un’unica grande preoccupazione: capire dove gli Alleati avrebbero colpito.
La macchina bellica tedesca era ossessionata da un’idea: l’invasione sarebbe avvenuta nel Passo di Calais, il tratto più breve tra Inghilterra e Francia. Convincerli che questa convinzione fosse corretta divenne il fulcro della strategia alleata. Per il successo dello sbarco in Normandia non bastavano la superiorità industriale e la forza militare: serviva che il nemico guardasse dalla parte sbagliata nel momento decisivo.
Fu in questo contesto che nacque Operazione Bodyguard, un complesso sistema di inganni, doppi giochi, finti eserciti e manipolazioni. Al suo interno, la componente più audace e famosa era Operazione Fortitude.

L’evento: un esercito fantasma per confondere Hitler
L’operazione si articolava in due rami:
- Fortitude North: doveva far credere ai tedeschi che gli Alleati avrebbero invaso la Norvegia. Fu orchestrata con radio fittizie, traffici simulati e movimenti navali fasulli.
- Fortitude South: la più importante, mirata a convincere la Wehrmacht che l’invasione principale sarebbe avvenuta nel Passo di Calais, non in Normandia.

Per dare credibilità a questa narrazione, gli Alleati crearono un finto esercito, la First United States Army Group (FUSAG), comandata simbolicamente dal generale George Patton, figura che i tedeschi consideravano l’unico possibile leader dell’invasione.
Il FUSAG era composto da: aeroplani gonfiabili, carri armati finti, accampamenti scenografici, movimenti radio simulati, rapporti di spionaggio creati ad arte, doppiogiochisti che alimentavano notizie false (celebre l’agente “doppio” Garbo che sarà oggetto di un episodio specifico).
Le foto aeree tedesche mostravano quello che sembrava un enorme esercito in attesa di attraversare la Manica. In realtà, era un set cinematografico militare.

I tedeschi caddero completamente nel tranello.
Quando il 6 giugno 1944 ebbe inizio lo Sbarco in Normandia, l’Alto Comando tedesco interpretò l’operazione come una diversione: il vero attacco sarebbe arrivato a Calais.

Per settimane, Hitler e i suoi generali mantennero intere divisioni corazzate bloccate nella zona di Calais, in attesa di un secondo sbarco che non sarebbe mai arrivato.
Questo errore garantì agli Alleati il tempo necessario a consolidare la testa di ponte in Normandia.
Fortitude fu un successo perché colpì la mente più che il territorio.
Non fu una battaglia combattuta con armi, ma con: informazioni calibrate, illusioni coerenti e una raffinata comprensione della psicologia del nemico. Senza Fortitude, il D-Day avrebbe rischiato di fallire. Con Fortitude, prese forma la più grande operazione anfibia della storia.
Eredità e significato storico
Operazione Fortitude rappresenta uno dei momenti più brillanti dell’intelligence militare moderna.
Ha dimostrato che, in guerra, ingannare il nemico può valere quanto batterlo sul campo. Ha inoltre evidenziato l’importanza del ruolo degli analisti, dei cartografi, degli operatori radio, degli attori del controspionaggio e perfino degli artisti che progettarono mezzi finti incredibilmente realistici: un esercito invisibile, ma determinante.

Nel racconto dello sforzo alleato verso la liberazione dell’Europa, Fortitude è il punto in cui strategia e creatività si fondono, aprendo la strada all’evento che avrebbe cambiato il destino della guerra: il D-Day.
Fonti specifiche
- Gerhard L. Weinberg, Storia della Seconda guerra mondiale, Il Mulino.
- John Keegan, La Seconda guerra mondiale, Garzanti.
- Antony Beevor, D-Day. Lo sbarco in Normandia, Rizzoli.
- Basil Liddell Hart, Storia di una strategia, Laterza.
- Enrico Cernuschi, Guerra di inganni. Intelligence, depistaggi e operazioni segrete nella Seconda guerra mondiale, Odoya.
- Enciclopedia Treccani, voci: “Operazione Overlord”, “D-Day”, “Seconda guerra mondiale”.
- Ben Macintyre, Double Cross: The True Story of the D-Day Spies, Bloomsbury, 2012.
- Roger Hesketh, Fortitude: The D-Day Deception Campaign, St Ermin’s Press, 2000.
- Michael Howard, British Intelligence in the Second World War – Vol. 5: Strategic Deception, HMSO, 1990.
- U.S. Army Center of Military History, D-Day: The Normandy Invasion – Official Documents and Reports, Washington D.C.
- The National Archives (UK), serie DEFE e WO (documenti originali sulla strategia di inganno del 1944).
- Imperial War Museums (IWM), archivio fotografico digitale su Fortitude e i dummy tanks.


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