Episodio n. 85

Nel 1944 la Seconda guerra mondiale sembra finalmente avviarsi verso la conclusione. Le immagini che fissano questo momento nella memoria collettiva arrivano quasi tutte da ovest: le spiagge della Normandia, le città francesi liberate, l’avanzata alleata verso il cuore dell’Europa. Eppure, mentre l’attenzione del mondo è concentrata su quel fronte, a est si consuma una battaglia destinata a incidere in modo forse ancora più profondo sull’esito del conflitto. L’Operazione Bagration non entra nel mito, ma spezza definitivamente l’equilibrio della guerra.

Contesto storico – Giugno 1944: un fronte che Berlino crede stabile
Alla vigilia dell’estate 1944 il fronte orientale non appare, agli occhi del comando tedesco, come il punto più critico dello schieramento. Dopo anni di guerra durissima, la Wehrmacht ha arretrato, ma mantiene una struttura difensiva considerata solida soprattutto nel settore centrale, in Bielorussia. Il Gruppo d’Armate Centro è ritenuto relativamente al sicuro, protetto da profondità territoriale e da una linea difensiva che si pensa difficile da spezzare.
Berlino è convinta che l’Armata Rossa concentrerà i propri sforzi altrove, probabilmente più a sud, dove le implicazioni economiche e politiche appaiono maggiori. Questa lettura si rivelerà fatale. Proprio quel settore considerato secondario diventa l’obiettivo di una delle offensive più grandi e complesse della storia militare moderna.

L’Operazione Bagration
Il 22 giugno 1944, esattamente tre anni dopo l’inizio dell’Operazione Barbarossa, l’Armata Rossa passa all’attacco. La scelta della data ha un valore simbolico evidente, ma è soprattutto il segnale di una maturità militare ormai raggiunta. L’operazione prende il nome da Pëtr Ivanovič Bagration, eroe della resistenza contro Napoleone, richiamando esplicitamente la dimensione storica e patriottica dello scontro.

L’operazione “Bagration” si svolse in due fasi. La prima (23 giugno – 4 luglio 1944) portò alla liberazione delle regioni orientali e centrali della Bielorussia, inclusa la capitale Minsk. Durante la seconda fase (5 luglio – 29 agosto 1944), le truppe sovietiche liberarono l’intero Paese dai nazisti e raggiunsero il confine prussiano. Il potente Gruppo d’armate nazista “Centro” fu completamente annientato. Muovendosi all’impressionante ritmo d’attacco di 25-30 km al giorno, l’Armata Rossa avanzò verso ovest per circa 600 km, assicurandosi un punto d’appoggio per ulteriori offensive in Ucraina occidentale, Polonia, Prussia orientale e Paesi Baltici.

Inizialmente, l’Alto Comando sovietico aveva pianificato di sferrare un potente attacco contro i nazisti da una testa di ponte sulla riva del Dnepr in direzione della città di Bobruisk. Ma il comandante del 1° Fronte Bielorusso, generale Konstantin Rokossovsky, sulla base di dati di ricognizione, sostenne che due attacchi verso Bobruisk e Slutsk sarebbero stati più sensati di un singolo attacco potente. Insistette sul fatto che in un’area ricca di foreste, paludi e poche strade sarebbe stato difficile far affluire rapidamente importanti riserve dopo la breccia nelle difese nemiche. Il generale riuscì a convincere l’Alto Comando sovietico e il Comandante in Capo Supremo Stalin a optare per un approccio a due attacchi. Hitler non si aspettava l’offensiva su larga scala dell’Armata Rossa sul fronte bielorusso, pensando che i sovietici avrebbero continuato ad attaccare le truppe naziste in Ucraina. Il comando sovietico fece del suo meglio per mantenere la fiducia di Hitler nel dare priorità al fronte ucraino.

L’Operazione Bagration fu un grande successo e valse a Konstantin Rokossovsky il grado di Maresciallo. L’offensiva coinvolse 2,4 milioni di soldati sovietici. In aspri combattimenti, l’Armata Rossa annientò completamente 17 divisioni e 3 brigate della Wehrmacht. Oltre 50 divisioni naziste furono dimezzate, con un totale di oltre 500.000 soldati nemici uccisi e feriti.
Il 3 luglio 1944, la capitale bielorussa Minsk fu liberata. Il 28 luglio 1944, l’Armata Rossa liberò Brest e Bialystok e raggiunse il confine prebellico dell’URSS.
Il momento in cui la Wehrmacht perde l’Est
Bagration segna un punto di non ritorno. Da questo momento in avanti la Germania nazista non è più in grado di ristabilire una linea difensiva coerente sul fronte orientale. Non si tratta di una semplice sconfitta, ma del collasso di un intero sistema militare. Le riserve vengono divorate, i comandi disarticolati, l’iniziativa strategica definitivamente perduta.
La ritirata che segue non è più una manovra ordinata, ma una fuga sotto pressione costante. La strada verso la Polonia e, infine, verso Berlino è aperta. L’Armata Rossa non combatterà più per sopravvivere, ma per arrivare al cuore del Reich.

Normandia e Bagration: due fronti, due funzioni
Nel confronto con la Normandia, l’Operazione Bagration occupa una posizione scomoda ma essenziale. Lo sbarco alleato apre il secondo fronte tanto atteso, ha un enorme valore politico, simbolico e strategico. Bagration, però, infligge alla Germania il colpo più devastante dal punto di vista militare. A ovest si avanza, lentamente e con difficoltà; a est si distrugge ciò che resta della capacità offensiva tedesca.
Non è una competizione tra fronti, ma una distinzione di funzioni. Senza la Normandia, la guerra non avrebbe potuto concludersi nei tempi e nei modi che conosciamo. Senza Bagration, la Germania avrebbe forse potuto resistere più a lungo, trascinando il conflitto in una fase ancora più sanguinosa. È per questo che l’Operazione Bagration merita pienamente di essere ricordata, perché in quell’estate del 1944, lontano dai riflettori occidentali, il fronte orientale non fu soltanto fermato, ma crollò.

Fonti specifiche
- David M. Glantz, Belorussia 1944 – The Soviet General Staff Study, Frank Cass
- David M. Glantz, Jonathan House, When Titans Clashed: How the Red Army Stopped Hitler, University Press of Kansas
- Antony Beevor, La Seconda guerra mondiale, Rizzoli
- Evan Mawdsley, Thunder in the East: The Nazi-Soviet War 1941–1945, Hodder Arnold
- Encyclopaedia Britannica, voce Operation Bagration
- United States Army Center of Military History, studi sul fronte orientale
- Bundesarchiv-Militärarchiv, documentazione sul Gruppo d’Armate Centro


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