“La Battaglia di Canne del 216 a.C.”

Episodio n. 33

Resti della città di Canne

Contesto storico

Molto spesso per lavoro mi trovo in Puglia e sono stato sempre incuriosito da questa località, Canne della Battaglia, situata tra Canosa di Puglia e Barletta. Nell’area frequentata fin dal Neolitico, ritroviamo i primi nuclei di capanne risalenti all’età del bronzo in corrispondenza di alcuni terrazzamenti che consentivano il controllo del fiume Ofanto. A partire dal VI sec. a. C. l’abitato daunio si sviluppò sui rilievi collinari, con la costruzione di importanti edifici rappresentativi delle élites aristocratiche presenti sul territorio, oltre al relativo sepolcreto. Vi fu continuità abitativa fino al III secolo a. C., mentre non si è ancora rinvenuta documentazione archeologica riferibile alla battaglia del 216 a. C., cui la memoria di Canne è legata.

Veduta aerea della Cittadella nel parco archeologico di Canne della Battaglia

Il periodo storico che andremo ad analizzare riguarda quello in cui la battaglia combattuta tra Romani e Cartaginesi del 216 a.C. ha reso celebre questo luogo. In precedenza, la Prima Guerra Punica (264-241 a.C.) fu vinta da Roma. Questo conflitto, il primo tra Roma e Cartagine, segnò l’inizio della rivalità tra le due potenze per il controllo del Mediterraneo occidentale. La Seconda Guerra Punica (218-201 a.C.) fu uno dei conflitti più importanti e devastanti della storia antica, noto soprattutto per la figura di Annibale Barca e le sue imprese militari.
La rivalità per il controllo del Mediterraneo occidentale, emersa dopo la Prima Guerra Punica (264-241 a.C.) e la conquista da parte di Cartagine della città di Sagunto (alleata di Roma) in Iberia fu il casus belli che portò Roma a dichiarare guerra.

Gli ultimi giorni di Sagunto (Francisco Domingo Marqués, 1869)

Annibale invase l’italia attraversando le Alpi con un esercito e degli elefanti, sorprendendo i Romani.
Vittorie decisive di Annibale a Trebia (218 a.C.), Lago Trasimeno (217 a.C.) e Canne (216 a.C.), dove inflisse una delle peggiori sconfitte a Roma.
Annibale rimase in Italia per anni, ma senza rinforzi dalla madrepatria e quindi Roma, nonostante queste sconfitte, rifiutò di negoziare la pace e si preparò ad affrontare Annibale con una forza maggiore. I Romani colpirono Cartagine su altri fronti, conquistando la Spagna sotto il comando di Publio Cornelio Scipione.

Un busto di marmo, ritenuto di Annibale, ritrovato a Capua

Scipione sbarcò in Africa e ottenne l’alleanza dei Numidi.
Nella battaglia di Zama (202 a.C.), Scipione sconfisse Annibale, ponendo fine alla guerra. Cartagine fu costretta a cedere la Spagna, la sua flotta e a pagare pesanti tributi a Roma che consolidò il suo dominio nel Mediterraneo occidentale, diventando una potenza egemone.
Cartagine rimase indebolita, ma il risentimento dei Cartaginesi avrebbe portato alla Terza Guerra Punica (149-146 a.C.), che segnò la distruzione totale di Cartagine.

Questa guerra rappresentò uno dei momenti più drammatici dell’antichità e dimostrò la resilienza e la determinazione di Roma contro un nemico eccezionale.

L’Evento

Come anticipato la battaglia di Canne, avvenuta il 2 agosto del 216 a.C., è una delle battaglie più celebri della Seconda Guerra Punica (218-201 a.C.) tra Roma e Cartagine. Questa battaglia, combattuta presso Canne, una località nella Puglia lungo il fiume Ofanto, è nota per la brillante strategia di accerchiamento adottata dal generale cartaginese Annibale Barca. Il Senato romano mobilitò un esercito imponente, stimato tra i 70.000 e i 90.000 uomini, comandato dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone. Annibale occupò Canne, che era un importante deposito di grano romano, costringendo i Romani a reagire per recuperarlo ma la pianura attorno a Canne era favorevole alla cavalleria cartaginese.

Annibale disponeva di circa 40.000 fanti e 10.000 cavalieri, una forza eterogenea composta da Iberici, Galli, Numidi e Africani.
L’esercito romano era numericamente superiore, ma meno flessibile, con una grande forza di fanteria pesante e una cavalleria inferiore. Annibale schierò le sue forze in un arco convesso, con i Galli e gli Iberici al centro (il punto debole), sostenuti ai fianchi da fanteria pesante africana e da una cavalleria superiore. Il suo piano prevedeva di attirare i Romani al centro, per poi accerchiarli con un movimento a tenaglia. I Romani, guidati dall’impetuoso Varrone, attaccarono al centro, penetrando tra le linee cartaginesi. Tuttavia, questo movimento li fece avanzare troppo, permettendo ai fianchi africani di chiudersi su di loro.
La cavalleria numida, dopo aver sconfitto quella romana, attaccò alle spalle completando l’accerchiamento.
L’esercito romano, stretto in una morsa, fu completamente annientato.

Nel 216 a.C. Annibale inflisse una sconfitta devastante alle legioni romane, rischiando di mettere in ginocchio la res publica, che però continuò a combattere.

Le perdite romane furono devastanti: tra 50.000 e 70.000 uomini furono uccisi, compresi Lucio Emilio Paolo e molti ufficiali. Solo poche migliaia riuscirono a fuggire. Le perdite cartaginesi furono limitate, circa 6.000 uomini.
La vittoria consolidò la reputazione di Annibale come uno dei più grandi strateghi militari della storia, ma egli scelse di non marciare su Roma, decisione che generò dibattiti storici.

La battaglia di Canne resta un esempio di tattica militare e viene studiata ancora oggi nelle accademie militari per la sua brillante strategia di accerchiamento.

Annibale percorre trionfalmente il campo di battaglia di Canne dopo la vittoria (stampa ottocentesca)

A Canne della Battaglia, in Puglia, esiste un parco archeologico che preserva il sito storico della celebre battaglia del 216 a.C. Il Parco Archeologico di Canne della Battaglia è immerso in un paesaggio suggestivo, con vedute panoramiche sulla valle del fiume Ofanto dove è possibile visitare i resti di un insediamento di origine dauna e romana, mura antiche, necropoli e strutture abitative. Esiste anche il Museo Antiquarum che espone reperti archeologici rinvenuti nell’area, tra cui oggetti pre-romani, romani e medievali. Pannelli e ricostruzioni che raccontano la battaglia di Annibale contro Roma. Il parco rappresenta non solo un luogo di memoria storica per uno degli eventi bellici più importanti dell’antichità, ma anche un’importante attrazione culturale e turistica. È un luogo ideale per chi desidera approfondire la storia antica e godere della bellezza del territorio pugliese.

Museo Antiquarium di Canne della Battaglia


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