Episodio n. 41

Contesto storico
La Guerra del Vietnam fu uno dei conflitti più devastanti del XX secolo. Combattuta tra il 1955 e il 1975, vide contrapposti il Vietnam del Nord, sostenuto dall’Unione Sovietica e dalla Cina, e il Vietnam del Sud, appoggiato dagli Stati Uniti e dagli alleati occidentali.

Il Vietnam era una colonia della Francia fin dal XIX secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale, i giapponesi occuparono l’Indocina, ma dopo la loro sconfitta i francesi tentarono di riprendere il controllo del Vietnam. Nel 1954, dopo la sconfitta francese nella battaglia di Dien Bien Phu, gli Accordi di Ginevra stabilirono la divisione temporanea del Vietnam lungo il 17º parallelo: Vietnam del Sud, guidato da Ngô Đình Diệm, con il sostegno degli Stati Uniti e Vietnam del Nord, guidato da Ho Chi Minh, di orientamento comunista.
Gli Stati Uniti temevano che il Vietnam potesse cadere sotto il controllo comunista e innescare un effetto domino in tutta l’Asia sudorientale, iniziarono quindi a sostenere militarmente e finanziariamente il governo sudvietnamita.

Il presidente Ngô Đình Diệm era corrotto e impopolare, la sua repressione dei buddisti e l’assenza di riforme economiche provocarono malcontento. Nel 1960 nacque il Fronte di Liberazione Nazionale (Viet Cong), un gruppo guerrigliero comunista che iniziò a combattere il governo del Sud.
Nel 1964, l’incidente del Golfo del Tonchino (probabilmente orchestrato) fornì agli Stati Uniti il pretesto per intensificare il loro intervento militare. Nel 1965, il presidente Lyndon B. Johnson autorizzò l’invio massiccio di truppe americane.

Il Vietnam del Nord e i Viet Cong adottarono una strategia di guerriglia, sfruttando la giungla e il supporto della popolazione. Gli USA risposero con bombardamenti massicci (Operazione Rolling Thunder) e l’uso di armi chimiche come il Napalm e l’Agente Arancio.
Gli Stati Uniti affrontarono una crescente opposizione interna alla guerra, con proteste studentesche e manifestazioni. Il massacro di My Lai (1968), che approfondiremo a breve, e le immagini delle atrocità commesse dagli americani aumentarono il dissenso. Nel 1969, il presidente Richard Nixon lanciò la “Vietnamizzazione“, cercando di ridurre il coinvolgimento USA e trasferire il peso della guerra ai sudvietnamiti. L’Offensiva del Tet, un attacco a sorpresa dei Viet Cong e dell’esercito nordvietnamita, dimostrò che la guerra non era vicina alla fine, nonostante le dichiarazioni del governo americano. Gli USA iniziarono il ritiro nel 1973, firmando gli Accordi di Parigi.

Dopo il ritiro americano, il Vietnam del Nord lanciò un’offensiva finale nel 1975. Il 30 aprile 1975, Saigon cadde e il Vietnam del Sud si arrese. Il Vietnam venne unificato sotto un governo comunista nel 1976.
L’Evento
Il massacro di My Lai fu un crimine di guerra commesso il 16 marzo 1968 da soldati statunitensi durante la Guerra del Vietnam. Un’unità della Compagnia Charlie, 1º Battaglione, 20º Reggimento di Fanteria, 11ª Brigata della 23ª Divisione di Fanteria (Americal Division) attaccò il villaggio di My Lai, nella provincia di Quảng Ngãi, massacrando tra i 347 e i 504 civili vietnamiti, tra cui donne, bambini e anziani.

L’area di My Lai era considerata un bastione della resistenza Viet Cong, e l’operazione faceva parte di una più ampia campagna per “bonificare” la regione. I soldati, convinti di trovare una forte presenza nemica, entrarono nel villaggio e non trovarono alcuna resistenza armata. Tuttavia, iniziarono a uccidere indiscriminatamente i civili, violentando donne, bruciando case e distruggendo raccolti.
Le truppe, guidate dal tenente William Calley, ricevettero l’ordine di eliminare tutti i sospetti Viet Cong. Uomini, donne e bambini furono radunati e giustiziati con mitragliatrici, molte donne furono violentate e poi uccise. Alcuni bambini furono gettati nei pozzi e fatti esplodere con granate. Il massacro durò circa quattro ore prima che alcuni ufficiali superiori ordinassero la fine dell’operazione.

L’evento fu inizialmente coperto dall’esercito americano, ma emerse grazie al giornalista Seymour Hersh, che nel 1969 pubblicò un’inchiesta basata sulle testimonianze di soldati sconvolti dall’accaduto. Dopo un’inchiesta ufficiale, il tenente William Calley fu l’unico condannato per crimini di guerra, ricevette l’ergastolo nel 1971, ma scontò solo tre anni agli arresti domiciliari. Altri ufficiali furono processati, ma nessuno venne condannato. Il massacro scatenò forti proteste negli Stati Uniti, alimentando il movimento contro la guerra del Vietnam.

Il massacro di My Lai è diventato uno dei simboli dell’orrore e dell’assurdità della guerra, ha mostrato la brutalità delle operazioni americane in Vietnam e ha contribuito a minare il sostegno pubblico alla guerra.

Questa incredibile storia, troppo crudele e malvagia per essere vera, purtroppo ha anche numerose fonti fotografiche, che però onestamente non sono riuscito ad inserire in questo episodio, troppo cruente le scene immortalate. Donne, bambini, anziani, uccisi a sangue freddo, torturati, seviziati e violentati. Cosa può diventare l’essere umano…


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