Episodio n. 18

Contesto storico
Tra il IV e il VI secolo l’Europa centro-settentrionale è attraversata da migrazioni continue. L’Impero romano d’Occidente è caduto nel 476. L’Impero romano d’Oriente, guidato da Giustiniano, tenta di ricostruire l’unità mediterranea attraverso le guerre gotiche. L’Italia, devastata dai conflitti tra Bizantini e Ostrogoti, è stremata. Città indebolite, campagne spopolate, sistema difensivo fragile. È in questo scenario che si inserisce la vicenda longobarda.

Le fonti più antiche li chiamano Winnili. Secondo l’Origo Gentis Langobardorum e la successiva Historia Langobardorum di Paolo Diacono, il loro nome nasce da un episodio mitico. In guerra contro i Vandali, i Winnili chiedono aiuto alla dea Frea, che suggerisce alle donne di legarsi i capelli davanti al volto come lunghe barbe. Quando il dio Odino (Wotan) vede il popolo schierato, li chiama “Langobardi”, barbe lunghe, concedendo loro la vittoria. È mito, certo. Ma il mito racconta identità: guerrieri astuti, protetti dal destino. Storicamente, le prime attestazioni li collocano tra il I e il II secolo lungo il basso corso dell’Elba. Da lì inizia una lenta e progressiva migrazione verso sud-est.

Tra IV e V secolo i Longobardi attraversano territori germanici, entrano in contatto con Unni, Gepidi, Eruli. Non si tratta di un blocco etnico compatto ma al contrario, assorbono gruppi diversi, si rafforzano militarmente, si riorganizzano. La loro struttura sociale ruota attorno alla fara, unità familiare e militare. Ogni fara segue un capo; più fare seguono un duca; il re è primus inter pares, eletto tra i guerrieri più autorevoli.
Nel VI secolo, sotto il re Audoino, i Longobardi si stabiliscono in Pannonia (attuale Ungheria occidentale), ai margini dell’Impero bizantino. È una posizione strategica, ma instabile. Alla morte di Audoino sale al potere suo figlio Alboino. Il suo nome segna un punto di svolta. Nel 567 i Longobardi sconfiggono definitivamente i Gepidi, loro rivali storici. Secondo la tradizione, Alboino uccide il re gepido Cunimondo e ne utilizza il cranio come coppa rituale. È un gesto brutale, ma simbolico: il dominio è totale. Tuttavia la Pannonia non è più sicura. A oriente premono gli Avari. A sud l’Italia appare come un territorio vulnerabile dopo le guerre gotiche.

568 d.C. – L’ingresso in Italia
Nel 568 Alboino guida il suo popolo attraverso le Alpi Giulie. Con loro non ci sono solo guerrieri, ma famiglie, servi, alleati germanici. Non è una spedizione militare isolata ma è uno spostamento collettivo. Cadono rapidamente Cividale, Verona, Brescia. Nel 572 viene conquistata Pavia, che diventa capitale del nuovo regno. La resistenza bizantina è debole e l’Italia è esausta. La storiografia contemporanea tende a considerare l’arrivo dei Longobardi non solo come atto militare, ma come fenomeno complesso di insediamento progressivo, negoziazione, integrazione e conflitto.

Alboino viene assassinato nel 572, probabilmente per una congiura interna guidata dalla moglie Rosmunda, figlia di Cunimondo. Il nuovo regno entra in una fase instabile. Per circa dieci anni non vi è un sovrano unico e i duchi governano autonomamente. Nel frattempo nascono i grandi ducati di Spoleto e Benevento, che segneranno per secoli la storia dell’Italia centro-meridionale. Il popolo migrante si sta trasformando in potere territoriale.

Quando i Longobardi entrano in Italia, non sono più i Winnili del mito e non sono nemmeno semplicemente una tribù germanica ma sono il risultato di secoli di migrazioni, fusioni, guerre, adattamenti politici. La loro “invasione” è l’ultimo nodo di una catena iniziata lungo l’Elba e passata per la Pannonia.
Conclusione
I Longobardi sono fondamentali per comprendere l’evoluzione storica in Italia. Ad esempio la divisione per secoli in numerosi staterelli indipendenti, nasce dall’organizzazione statale longobarda che permetteva ai suoi duchi di gestire in maniera autonoma i vari territori. L’ostilità verso il potere centrale ha poi permesso di soppiantare il potere del Re e concesso la nascita di entità statali spesso in contrasto tra di loro.
Fonti specifiche
- Origo Gentis Langobardorum
- Paolo Diacono, Historia Langobardorum
- Jörg Jarnut, History of the Lombards
- Nicholas Christie, The Lombards
- Chris Wickham, Early Medieval Italy
- Stefano Gasparri, I Longobardi in Italia


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