“Origini del Ferragosto e i treni popolari fascisti”

Episodio n. 40

Una scena del film del 1933 Treno popolare di Raffaello Matarazzo.

Contesto storico

Il Ferragosto ha radici nell’antica Roma, quando l’imperatore Ottaviano Augusto istituì nel 18 a.C. le Feriae Augusti, ovvero un periodo di riposo che si celebrava a metà agosto.

Questa festa si inseriva in una serie di celebrazioni già esistenti nel calendario romano, dedicate al riposo e al ringraziamento per il raccolto. Tra le principali festività estive c’erano:

Ottaviano Augusto
  • I Consualia (21 agosto): onoravano il dio Conso, protettore della fertilità della terra. Durante queste celebrazioni, cavalli, muli e buoi venivano esentati dal lavoro e decorati con fiori.
  • I Vinalia Rustica (19 agosto): festa dedicata a Giove e alla protezione delle viti e del vino.
  • I Nemoralia (13-15 agosto): celebrazione in onore della dea Diana, molto sentita soprattutto nel Lazio.

Era tradizione che i lavoratori agricoli facessero gli “auguri ferragostani” ai loro padroni, i quali, per l’occasione, offrivano una piccola ricompensa, una sorta di antenato della tredicesima. Inoltre, si organizzavano corse di cavalli, una tradizione che in alcune città italiane (come il Palio di Siena) è sopravvissuta fino ad oggi.

Papa Sergio I

Con la diffusione del Cristianesimo, molte festività pagane furono reinterpretate in chiave religiosa. Il Ferragosto venne associato alla festa dell’Assunzione di Maria Vergine, celebrata il 15 agosto. L’ Assunzione è una delle festività più importanti della Chiesa cattolica e rappresenta il momento in cui la Vergine Maria, terminata la sua vita terrena e fu assunta in cielo in anima e corpo. Questo dogma venne proclamato ufficialmente solo nel 1950 da papa Pio XII, ma la devozione popolare risale almeno al VII secolo, quando il papa Sergio I fissò la data del 15 agosto per questa celebrazione.

Durante il regime fascista, negli anni ‘30, il governo promosse il Ferragosto come momento di svago per il popolo. Per incentivare il turismo e permettere alle classi meno abbienti di viaggiare, furono introdotti i “Treni popolari di Ferragosto”, con biglietti a prezzi ridotti.

L’Evento

I Treni popolari di Ferragosto contribuirono a radicare l’abitudine delle vacanze estive in Italia, un fenomeno che prima era riservato solo ai ceti più ricchi.

Un’immagine che ritrae i vagoni dei treni stipati di passeggeri durante l’esodo di Ferragosto

Nel 1927, il regime fascista istituì l’Ente Nazionale per le Tre Giornate del Ferroviere, con l’obiettivo di promuovere il turismo ferroviario a basso costo. A partire dal 1931, in concomitanza con Ferragosto, vennero introdotti i “Treni popolari”, che offrivano biglietti scontati fino al 70% per permettere anche ai lavoratori meno abbienti di viaggiare per qualche giorno.

Il piano faceva parte di una strategia propagandistica più ampia del fascismo, che puntava a favorire il turismo interno, dimostrare la presunta attenzione del regime verso le classi popolari e diffondere il culto della “vacanza organizzata”, in linea con i principi del fascismo. I biglietti scontati venivano venduti con due formule: viaggi di un solo giorno, con destinazioni non troppo lontane, spesso verso città d’arte, colline o località termali e viaggi di tre giorni, per chi desiderava raggiungere mete più distanti, come le località marittime o montane.

Le mete più gettonate includevano:
– Le spiagge della Riviera Adriatica (Rimini, Riccione, Ancona);
– Le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia;
– Le montagne del Trentino e delle Alpi.

Le partenze avvenivano da tutte le principali città italiane e i treni erano spesso affollatissimi, con famiglie intere, operai e lavoratori che finalmente potevano permettersi una gita fuori porta. L’iniziativa dei treni popolari contribuì sicuramente a radicare la tradizione delle ferie ad agosto, che oggi è ancora molto diffusa in Italia e a far conoscere il mare e le montagne a molti italiani per la prima volta. L’obiettivo del regime era promuovere un’idea di “benessere popolare”, che però era strettamente controllata, con itinerari e attività predefinite.

Nel dopoguerra, con il boom economico degli anni ‘50 e ‘60, il concetto di vacanza estiva per tutti si consolidò definitivamente, e i treni popolari rimasero un punto di riferimento fino agli anni ‘60, prima che l’automobile diventasse il mezzo principale per le vacanze.

Il fenomeno dei treni popolari ispirò molte immagini e racconti dell’epoca: le stazioni erano prese d’assalto, i vagoni straripavano di gente con borse, cibo e ombrelloni, e si respirava un’aria di festa, seppur con condizioni di viaggio piuttosto spartane. Durante il fascismo, i giornali e i cinegiornali dell’epoca esaltavano i “treni del popolo” come simbolo della generosità del regime, pur ignorando il fatto che molti viaggiatori vivevano in condizioni di povertà e sfruttavano l’iniziativa per un unico giorno di svago all’anno.

L’idea dei treni a prezzi ridotti per Ferragosto è rimasta in parte nell’odierna politica ferroviaria: ancora oggi Trenitalia e Italo offrono promozioni speciali per chi viaggia durante il 15 agosto!

Mussolini a Riccione

I treni popolari segnarono l’inizio di una nuova era per il turismo di massa in Italia e aiutarono a creare quella tradizione di “vacanze di Ferragosto” che ancora oggi resiste.



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