Episodio n. 99

Introduzione
Nella primavera del 1942, mentre la Gran Bretagna attendeva ancora il momento di tornare sul continente europeo, due militari appartenenti all’Army Dental Corps decisero che non avrebbero aspettato oltre. Non erano incursori scelti, non avevano ricevuto ordini operativi e non disponevano di un piano autorizzato dallo Stato maggiore. Erano il sergente Peter Frank King e il soldato Leslie Cuthbertson: due uomini insofferenti alla vita di guarnigione, convinti di poter combattere la guerra a modo loro. Raccolsero qualche arma, si procurarono un’imbarcazione e attraversarono clandestinamente la Manica. Il loro obiettivo era semplice quanto folle: sbarcare nella Francia occupata e attaccare i tedeschi. Quella che seguì fu una delle iniziative individuali più stravaganti della Seconda guerra mondiale.
Il contesto storico: Un esercito in attesa
Nel 1942 la situazione militare britannica era profondamente diversa da quella che si sarebbe presentata due anni dopo, al momento dello sbarco in Normandia.
La Francia era occupata dall’estate del 1940. Le forze britanniche, dopo l’evacuazione di Dunkerque, avevano ricostruito lentamente il proprio apparato militare, ma non erano ancora in grado di organizzare un’invasione su vasta scala dell’Europa occidentale. Il conflitto si combatteva soprattutto nel Mediterraneo, in Nordafrica, nell’Atlantico e nei cieli britannici. Sul continente, Londra poteva affidarsi quasi esclusivamente ad azioni clandestine, bombardamenti, operazioni di sabotaggio e incursioni condotte da unità speciali.

Proprio in quegli anni si svilupparono i Commandos britannici, reparti addestrati per compiere azioni rapide lungo le coste occupate dal nemico. Per molti militari, entrare in quelle unità significava abbandonare la monotonia delle retrovie e partecipare direttamente alla guerra. Peter King avrebbe voluto farlo. L’esercito, però, aveva altri programmi per lui.
Un sergente del reparto odontoiatrico
Peter Frank King era nato a Caxton, nel Cambridgeshire, il 30 ottobre 1916. Nel marzo del 1939 si era arruolato nell’Army Dental Corps, il corpo incaricato dell’assistenza odontoiatrica ai soldati britannici. Non era un dentista, ma un militare addetto al reparto. Dimostrò particolari capacità nell’istruzione all’uso delle armi e avanzò rapidamente fino al grado di sergente. Con l’inizio della guerra, tuttavia, King cominciò a sentirsi intrappolato in un ruolo che considerava troppo distante dal combattimento. Chiese di essere trasferito in un reparto operativo, ma la sua domanda venne respinta.

Nel Dental Corps incontrò Leslie Cuthbertson, un giovane soldato originario di Newcastle. Anche lui desiderava partecipare direttamente alla guerra. I due finirono per convincersi che, se l’esercito non intendeva mandarli contro i tedeschi, sarebbero partiti senza il permesso dell’esercito. La biografia ufficiale di King pubblicata dal Dictionary of New Zealand Biography conferma che nel 1942 i due attraversarono clandestinamente la Manica e attaccarono obiettivi tedeschi, venendo successivamente sottoposti a corte marziale.

L’Evento: un’incursione senza ordini
King e Cuthbertson prepararono l’operazione in segreto. Riuscirono a procurarsi revolver, munizioni, granate, un coltello e una baionetta. Le ricostruzioni successive sostengono che disponessero di una somma complessiva di circa trenta sterline, destinata a finanziare la loro improbabile spedizione. Prima di partire presero però una precauzione singolare. Scrissero una lettera al primo ministro Winston Churchill, spiegando le proprie intenzioni e sostenendo di non essere disertori, ma soldati determinati a combattere. Affidarono alla lettera anche i loro documenti militari, nella speranza che, qualora fossero riusciti a tornare, qualcuno avrebbe compreso le ragioni della loro scomparsa.

Nell’aprile del 1942 si impossessarono di una piccola imbarcazione a motore lungo la costa sudoccidentale dell’Inghilterra e presero il mare. Navigare di notte attraverso la Manica rappresentava già di per sé un’impresa estremamente pericolosa. Il tratto di mare era sorvegliato, minato e attraversato dalle pattuglie delle due parti. King e Cuthbertson, inoltre, non erano navigatori esperti e non disponevano di un adeguato appoggio logistico. Eppure raggiunsero davvero la Francia occupata.
Le fonti non coincidono su ogni particolare dell’incursione. La biografia ufficiale neozelandese di King sostiene che i due attaccarono un treno militare tedesco. Altre ricostruzioni riferiscono invece che tentarono di interrompere una linea ferroviaria utilizzando una granata, senza riuscire a provocare un vero deragliamento. La prudenza impone quindi di non trasformare l’episodio in un’operazione militare più efficace di quanto sia possibile dimostrare. King e Cuthbertson trascorsero comunque diversi giorni nel territorio occupato. Si mossero evitando le pattuglie, osservarono installazioni tedesche e tentarono di danneggiare infrastrutture ferroviarie. Secondo il racconto reso celebre in seguito, colpirono anche una struttura militare che avrebbero scambiato per un obiettivo operativo, mentre potrebbe essersi trattato semplicemente di un edificio di servizio.

L’incursione non ebbe un’importanza strategica. Non modificò l’andamento della guerra e non provocò danni paragonabili a quelli prodotti dalle vere operazioni dei Commandos. Il fatto sorprendente è che due soldati privi di autorizzazione fossero riusciti a partire dall’Inghilterra, sbarcare in Francia, agire per alcuni giorni dietro le linee nemiche e tentare infine di tornare indietro.
Il ritorno impossibile
Per rientrare in Gran Bretagna, King e Cuthbertson si impossessarono di una seconda imbarcazione sulla costa francese. Il viaggio di ritorno fu molto più difficile dell’andata. Il motore ebbe problemi e la barca rimase alla deriva nel Canale della Manica. Le fonti oscillano tra dodici e quindici giorni trascorsi in mare, una differenza che suggerisce quanto la storia sia stata successivamente rielaborata e tramandata attraverso testimonianze non sempre concordanti.

I due sopravvissero in condizioni precarie, quasi privi di cibo e acqua. Quando vennero finalmente intercettati da un’unità britannica di soccorso, erano debilitati e difficili da identificare. La loro situazione apparve immediatamente sospetta. Due uomini in abiti militari, recuperati su un’imbarcazione proveniente dalla Francia occupata e privi dei normali documenti, potevano essere spie, infiltrati o disertori. Vennero arrestati e interrogati. Solo dopo attente verifiche emerse l’incredibile verità: appartenevano davvero all’esercito britannico e avevano realmente attraversato la Manica per condurre una guerra privata contro la Germania.

Dal punto di vista militare, la posizione dei due uomini era gravissima. Avevano abbandonato il reparto senza autorizzazione, sottratto armi e mezzi, attraversato il mare senza ordini e messo a rischio non soltanto la propria vita, ma anche la sicurezza delle operazioni britanniche. Il coraggio personale non cancellava la violazione della disciplina. King e Cuthbertson furono quindi processati da una corte marziale nel luglio del 1942. La lettera inviata a Churchill contribuì a dimostrare che non avevano intenzione di passare al nemico o di fuggire dalla guerra. Al contrario, avevano disertato perché desideravano combattere. Questo paradosso probabilmente li salvò da conseguenze molto più pesanti.
Le pene furono relativamente moderate. King perse il grado di sergente, mentre Cuthbertson ricevette un periodo di detenzione militare. Non vennero però espulsi dall’esercito. La loro iniziativa rimaneva illegale e militarmente irresponsabile, ma aveva mostrato un desiderio di combattere che i superiori finirono per prendere sul serio.
Conclusione
Per Peter King l’avventura ebbe una conseguenza inattesa.
Dopo il processo venne trasferito nel Duke of Cornwall’s Light Infantry e quindi inviato all’addestramento dei Commandos. Entrò nel No. 4 Commando, una delle unità d’assalto più note dell’esercito britannico. Il 6 giugno 1944 sbarcò in Normandia nei pressi di Ouistreham. Il suo reparto doveva avanzare dalla costa e ricongiungersi con i paracadutisti britannici che avevano conquistato i ponti sul fiume Orne e sul canale di Caen. King partecipò successivamente alle operazioni nei Paesi Bassi sull’isola di Walcheren. Ricevette una nomina sul campo come ufficiale e venne decorato con la Military Cross. La sua biografia ufficiale conferma sia la partecipazione allo sbarco in Normandia con il No. 4 Commando sia l’assegnazione della decorazione. L’uomo punito per avere organizzato una spedizione militare clandestina era dunque diventato un vero ufficiale dei Commandos.

Dopo la guerra King lasciò l’esercito britannico e si trasferì in Nuova Zelanda. Quando scoppiò la guerra di Corea, tornò in servizio nell’artiglieria neozelandese. Ferito più volte, continuò a coordinare il fuoco dell’artiglieria e a combattere accanto alla fanteria britannica. Per il suo comportamento ricevette il Distinguished Service Order. Terminata la carriera militare, lavorò come guida e guardiaparco. Morì il 12 dicembre 1962, quando il veicolo che stava guidando precipitò nel lago Wahapo, in Nuova Zelanda.
Leslie Cuthbertson tornò invece alla vita civile dopo aver proseguito il servizio militare. In seguito intraprese un’attività politica locale a Newcastle, arrivando a ricoprire la carica di vice lord mayor della città. Morì nel 1995.
Secondo le ricostruzioni più diffuse, dopo il processo King e Cuthbertson non si incontrarono mai più.
Fonti specifiche
- Raymond Foxall, The Amateur Commandos, Robert Hale, Londra, 1980.
- Ian McGibbon, “King, Peter Frank”, in Dictionary of New Zealand Biography, Ministry for Culture and Heritage, Wellington, 2000.
- James Dunning, The Fighting Fourth: No. 4 Commando at War 1940–45, Sutton Publishing, Stroud, 2003.
- S. Fear, “Heroes or villains?”, British Dental Journal, 2021.
- Imperial War Museums, scheda bibliografica di The Amateur Commandos.


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