“Le origini del termine Bluetooth”

Episodio n. 51

Un ritratto di Re Harald Gormsson – soprannominato Blåtand (“dente blu”, in inglese Bluetooth) – presso la Cattedrale di Roskilde, dove si ritiene che sia sepolto.

Contesto storico

La storia ha radici profonde e s’incunea nei meandri della nostra vita da sempre e ci permette di ottenere risposte ai dubbi più improbabili che ci vengono in mente. E’ questo il suo fascino ed è ciò che andrebbe insegnato a scuola, senza annoiare gli studenti con un elenco di eventi in senso cronologico.

Anche il bluetooth, tecnologia a noi molto comune, ha un’incredibile origine storica risalente al X secolo d.C.

Oggi lo usiamo per collegare auricolari, speaker, smartwatch e ogni tipo di dispositivo, ma il nome Bluetooth ha radici sorprendenti: affonda nella storia dei Vichinghi, e più precisamente nella figura di un re danese del X secolo. Parliamo di Harald I di Danimarca, detto Bluetooth, fu un sovrano vissuto intorno all’anno 900 d.C., noto per aver unificato Danimarca e Norvegia sotto un unico regno e per aver favorito la conversione al Cristianesimo del suo popolo. Il suo soprannome, “Bluetooth” (letteralmente: dente blu), deriva, secondo la leggenda, da un dente morto o scurito che aveva in bocca.

Nel X secolo, la Scandinavia era un mosaico di tribù e piccoli regni in costante lotta. Era l’epoca delle incursioni vichinghe, ma anche di profondi cambiamenti culturali e religiosi. Harald Gormsson, figlio del re Gorm il Vecchio, riuscì non solo a consolidare il potere nel suo territorio, ma anche a introdurre nuove forme di governo e ad avviare una trasformazione spirituale e sociale con l’adozione del Cristianesimo.

L’Evento

Ma cosa c’entra tutto questo con la tecnologia?

Nel 1996, quando aziende come Intel, Ericsson e Nokia lavoravano a un nuovo standard per la comunicazione wireless a corto raggio, serviva un nome in codice per il progetto. Un ingegnere di Intel, appassionato di storia nordica, propose proprio Bluetooth: come re Harald unificò i popoli nordici, così questa tecnologia avrebbe unificato i protocolli di comunicazione tra dispositivi digitali.

Anche il logo del Bluetooth è un omaggio diretto al re: è la fusione di due rune nordiche, che rappresentano le iniziali di Harald:

  • ᚼ (Hagall) per la lettera H
  • ᛒ (Bjarkan) per la lettera B

Il nome Bluetooth doveva essere solo provvisorio, ma alla fine è piaciuto così tanto che è diventato definitivo. Il risultato è un simbolo che oggi vediamo su milioni di dispositivi, ma che porta con sé un frammento di storia millenaria.

Quindi la prossima volta che collegheremo le cuffie o condivideremo un file via Bluetooth, ricordiamoci che dietro quel simbolo non c’è solo tecnologia: c’è una storia millenaria, fatta di re vichinghi, unificazioni politiche e antiche rune. È affascinante scoprire come il mondo digitale attinga a vicende lontane nel tempo per trovare ispirazione e identità. In fondo, anche nella tecnologia più moderna, c’è sempre un po’ di storia da raccontare.

Aroldo I “Dente Blu” di Danimarca


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