“Poitiers 732: Il muro dei Franchi contro l’Oriente in marcia”

Episodio n. 28

La battaglia di Poitiers in una miniatura delle Grandi cronache di Francia del XV secolo conservata alla Biblioteca nazionale di Parigi

Contesto storico

Dopo la morte del profeta Maometto nel 632, l’espansione dell’Islam portò alla nascita di un vasto impero che si estendeva dall’India fino alla Spagna. Nell’arco di un secolo, le armate islamiche avevano conquistato l’Arabia, il Nord Africa e gran parte della Penisola Iberica. Nel 711, Tariq ibn Ziyad guidò le forze musulmane nella conquista della Spagna visigota e fondarono il dominio di al-Andalus in Spagna. Nei decenni successivi, i musulmani consolidarono il loro controllo su gran parte della penisola iberica, creando il Califfato di Cordova. Questo portò a un contesto di interazione culturale ma anche di conflitto tra le comunità musulmane e quelle cristiane rimaste. Negli anni successivi, gli omayyadi iniziarono a spingersi oltre i Pirenei in Francia meridionale, conquistando alcune città e saccheggiando territori. L’invasione non mirava a una conquista immediata, ma piuttosto a un’espansione graduale, favorita anche dalle tensioni interne ai regni cristiani, divisi e spesso in conflitto tra loro.

La conquista di Tariq alla fine del 711.

Di fronte a questa minaccia, il regno dei Franchi si trovava in una posizione delicata. I sovrani merovingi, i cosiddetti re fannulloni (vedi episodio precedente), avevano perso la capacità di governare con autorità, lasciando il potere effettivo nelle mani del maggiordomo di palazzo, Carlo Martello. Con la responsabilità di difendere il regno, Carlo Martello unì i Franchi e consolidò il proprio esercito, rafforzando il sistema feudale e assicurandosi il sostegno dei nobili attraverso la concessione di terre.

Carlo Martello fu padre di Pipino il Breve e nonno di Carlo Magno, il primo imperatore del Sacro romano impero germanico

Negli anni ‘730, le forze musulmane, guidate da Abd al-Rahman, iniziarono a invadere il territorio franco, approfittando della sua vulnerabilità e della disunione tra i vari regni e tribù. La loro avanzata nei territori occidentali era percepita come una minaccia diretta al cristianesimo e all’ordine sociale dell’epoca. Quando l’esercito omayyade, sotto Abd al-Rahman, si diresse verso la Loira dopo aver saccheggiato Bordeaux, Carlo Martello raccolse le sue forze e le posizionò tra Tours e Poitiers, preparandosi allo scontro.

L’Evento

Nell’ottobre del 732, tra Tours e Poitiers, due mondi si trovarono uno di fronte all’altro, ma non nel senso epico che la tradizione successiva avrebbe voluto tramandare. Da un lato l’esercito dei Franchi guidato da Carlo Martello, dall’altro le forze omayyadi di ʿAbd al-Raḥmān al-Ghāfiqī, reduci da una lunga avanzata attraverso la penisola iberica e oltre i Pirenei.

Carlo alla battaglia di Poitiers. Olio di Charles de Steuben, dipinto tra il 1834 e il 1837 (Musei della Reggia di Versailles, Francia)

Carlo Martello non cercò lo scontro immediato. Al contrario, scelse con attenzione il terreno, posizionando le sue truppe su un’altura boscosa, in una posizione difensiva che annullasse il principale punto di forza nemico: la mobilità della cavalleria islamica. I Franchi, infatti, erano in larga parte fanteria pesante, meno dinamica ma più compatta e resistente. Per giorni i due eserciti si studiarono. Quando infine lo scontro ebbe inizio, furono proprio le cariche della cavalleria omayyade a infrangersi contro il muro umano dei Franchi. Le cronache parlano di una formazione serrata, quasi impenetrabile, che riuscì a resistere agli assalti ripetuti senza cedere.

Abd er-Raḥmān I al-Dākhil, (Damasco 731 – Cordova 788), fu il primo emiro indipendente di al-Andalus

Il momento decisivo arrivò quando, durante la battaglia, si diffuse tra le file omayyadi la notizia di un possibile attacco al loro campo. Parte dell’esercito si disimpegnò per difendere il bottino accumulato nelle campagne precedenti, rompendo la coesione dello schieramento. In quel frangente cadde lo stesso ʿAbd al-Raḥmān, evento che contribuì a trasformare la ritirata in una fuga disordinata. All’alba del giorno successivo, i Franchi si prepararono a riprendere lo scontro, ma il campo nemico era ormai vuoto. Gli omayyadi avevano attraversato nuovamente i Pirenei, ponendo fine alla loro avanzata in Gallia.

Una battaglia cruciale ma non definitiva

Sebbene non fosse l’ultima incursione musulmana in Francia, la battaglia di Poitiers segnò un rallentamento significativo dell’espansione islamica verso nord, anche se un decennio dopo, gli Arabi conquisteranno le città provenzali di Avignone e Arles (744), ma non ritorneranno mai più tanto a nord. Invece, sotto un profilo strategico essa fu decisamente di grande portata, più che per aver fatto fallire il piano delle forze musulmane, per aver invece fornito la forza a Carlo Martello di gettare le prime basi di un ambizioso futuro imperiale per sé e la sua casata che sarebbe stato poi portato a pieno compimento dal nipote Carlo Magno.

Carlo Martello durante la battaglia

Carlo Martello venne celebrato come “difensore della cristianità” e la vittoria consolidò il potere della dinastia carolingia, che avrebbe presto sostituito i Merovingi. Da sottolineare anche che l’alleanza tra Carlo Martello e Oddone d’Aquitania durante la battaglia è vista come un passo verso lo sviluppo del sistema feudale in Europa, dove i signori locali avrebbero giurato fedeltà a un sovrano in cambio di protezione. In sintesi possiamo comunque affermare che questa battaglia ebbe un’importanza simbolica e strategica, contribuendo a definire i confini culturali e religiosi dell’Europa occidentale per i secoli a venire.

Carlo Martello nella battaglia di Poitiers ritratto nelle ‘Grandes Chroniques de France’

Fonti specifiche

  • Paul Fouracre, The Age of Charles Martel, Pearson, 2000
  • Alessandro Barbero, Carlo Magno. Un padre dell’Europa, Laterza, 2000
  • Roger Collins, The Arab Conquest of Spain 710–797, Blackwell, 1989
  • Bernard S. Bachrach, Early Carolingian Warfare: Prelude to Empire, University of Pennsylvania Press, 2001
  • Edward James, The Franks, Blackwell, 1988
  • David Nicolle, Poitiers AD 732: Charles Martel Turns the Islamic Tide, Osprey Publishing, 2008
  • Hugh Kennedy, Muslim Spain and Portugal: A Political History of al-Andalus, Routledge, 1996


Lascia un commento

ARTICOLI DEL BLOG

“La battaglia di Fornovo e l’inizio delle guerre d’Italia”

Fornovo non fu soltanto una battaglia combattuta lungo un fiume in piena, tra fango, cavalli e insegne strappate. Fu il momento in cui l’Italia del Rinascimento, splendida nelle corti e nell’arte, scoprì tutta la propria vulnerabilità politica. Carlo VIII riuscì a fuggire, ma nessuno uscì davvero vincitore da quel campo. Perché da quel giorno diventò…